Tour de France 2025, per Primož Roglič “non è realistico battere Tadej Pogačar, ma il podio è ancora a portata di mano”
Primož Roglič ha chiuso con una nota positiva una prima parte di Tour de France 2025 davvero negativa. Prima della partenza da Lille i protagonisti che avremmo visto darsi battaglia nelle tre settimane di gara erano sicuramente Tadej Pogačar, Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel e l’esperto capitano della Red Bull – Bora – hansgrohe, ma fino a questo momento solo i primi tre corridori hanno reso onore alle aspettative. Lo sloveno classe 1989 ha infatti perso terreno da subito, non riuscendo mai a seguire non solo gli attacchi del suo connazionale e del danese, ma spesso neanche il gruppetto degli uomini alle loro spalle. Le cose sono andate tuttavia meglio nella prima tappa con asperità significative…
“Sì, le cose sono andate un po’ meglio – ha commentato Roglic a RTV Slovenia, nel consueto spazio dedicato alla Grande Boucle – Anche se è stata molto dura, sono molto felice. Il ritmo è stato molto alto fin dalla partenza e c’è stata una selezione naturale, per cui alla fine siamo rimasti solo i più forti. Ora arriva il giorno di riposo, ma un giorno forse non basta… Non mi sarebbe dispiaciuto se ce ne fossero stati di più…”
Questa possiamo dire che è stata la settimana più tranquilla, come spesso accade con la prima nei GT. Le grandi montagne sono in arrivo e non ci si può tirare indietro o nascondere e Roglic dovrà riordinare le idee per sprigionare watt e recuperare i tre minuti di distacco che ha dai primi. Dopo aver scelto di cambiare squadra per trovare finalmente un posto da leader nella corsa francese e la delusione dello scorso anno, è chiamato almeno a puntare al podio in questa edizione. A questo proposito, il direttore sportivo Rolf Aldag ha condiviso la sua visione e di come Primoz potrà affrontare le prossime settimane di corsa.
“Primož sembra in forma – commenta l’esperto diesse per Vélo – È stabile. E, cosa più importante, la corsa non ha la sfiancato. Puntiamo ancora al podio. Alcuni potrebbero pensare che sia irrealistico, ma guardate l’anno scorso, il terzo posto a Parigi è stato assegnato con più di nove minuti di ritardo. Al momento siamo, quanto, a tre minuti di ritardo? Potremmo ancora perderne cinque e salire sul podio [..] Bisogna essere realisti. Certo, si può sognare, ma sappiamo anche con cosa abbiamo a che fare. Ecco perché diciamo che il podio è il nostro grande obiettivo. Ci crediamo. È a portata di mano.””
Tutto sembra possibile dunque per il dirigente tedesco, per il quale la nuova parola d’ordine potrebbe essere ‘resilienza’. Partendo dall’assunto che “staccare Pogačar” sarebbe “decisamente ottimistico”, Aldag preferisce mantenersi più “realistico” e non punta alla vittoria del Tour, ma bensì a questo punto al podio. “Internamente, abbiamo fissato alcuni parametri di riferimento riguardo dove vogliamo essere – aggiunge – Non pensiamo assolutamente che il podio sia fuori portata. Forse un giorno arriva un momento in cui la corsa si apre, magari c’è un momento di studio in cui gli altri si guardano o qualcuno deve andare a chiudere. Potrebbe essere quello il momento di colpire, forse per noi, per Remco, per chiunque sia ancora in lizza e abbia il fegato di muoversi quando si presenterà l’occasione.
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